Non mollare l’osso: osteoporosi

Non Mollare l’Osso: il progetto di prevenzione dell’osteoporosi maschile.

Negli ultimi anni in Italia si osserva un aumento delle fratture di femore nella popolazione maschile, ma l’osteoporosi maschile resta una patologia sottovalutata: a differenza di quanto accade per le donne, per cui esistono programmi di screening consolidati e una buona consapevolezza diffusa, per gli uomini non esistono a oggi percorsi strutturati di prevenzione dell’osteoporosi, e anche la classe medica tende spesso a trascurarla. Non Mollare l’Osso nasce per cambiare questa realtà.

Un rischio sottostimato, ma tutt’altro che marginale.

Le evidenze scientifiche parlano chiaro: circa un uomo su cinque sopra i 50 anni subirà nel corso della vita una frattura dovuta all’osteoporosi, e nella maggior parte dei casi la malattia non viene diagnosticata né trattata, nemmeno dopo la frattura.

Il rischio di frattura nell’arco della vita, che negli over 50 può arrivare al 27%, è superiore a quello di sviluppare un tumore alla prostata, pari all’11,3% — eppure quest’ultimo beneficia di programmi di screening consolidati, mentre l’osteoporosi maschile ne è ancora priva.

I dati sulla mortalità sono altrettanto significativi: un terzo di tutte le fratture da fragilità nel mondo riguarda gli uomini, e alcuni studi indicano che il 37% degli uomini muore nell’anno successivo a una frattura di femore. Nei primi sei mesi dopo l’evento, il tasso di mortalità maschile è circa doppio rispetto a quello femminile nella stessa fascia d’età.

I numeri dell’osteoporosi in Italia.

Secondo le Linee Guida SIOMMMS (Società Italiana dell’Osteoporosi, del Metabolismo Minerale e delle Malattie dello Scheletro), in Italia si stimano circa 3,5 milioni di donne e 1 milione di uomini affetti da osteoporosi, con un trend in crescita legato all’invecchiamento della popolazione. Nel solo Veneto si registrano ogni anno circa 6.000 fratture di femore secondarie a osteoporosi.
Va inoltre ricordato che l’osteoporosi primaria negli uomini rappresenta circa il 40% di tutti i casi, mentre la forma secondaria — spesso legata ad altre patologie o a terapie farmacologiche — è la più comune tra gli uomini: un motivo in più per non limitare l’attenzione clinica alla sola popolazione femminile.

Il progetto: due fasi, un obiettivo comune.

Non Mollare l’Osso si è sviluppato in due fasi operative: la fase di sensibilizzazione (la “Settimana di prevenzione dell’osteoporosi maschile”, una campagna informativa dedicata a diffondere la cultura della prevenzione tra uomini e medici di famiglia) e la fase operativa (nei nove mesi successivi, la Fondazione Foresta ha messo a disposizione personale medico e infermieristico specializzato presso i propri ambulatori e laboratori, offrendo percorsi di diagnosi precoce gratuiti).

I risultati del progetto pilota costituiscono oggi la base per obiettivi a lungo termine: da un lato scientifici e clinico-assistenziali, dall’altro divulgativi e collaborativi, anche grazie alla ripetizione annuale della Settimana di prevenzione.

Perché la prevenzione fa la differenza.

L’osteoporosi maschile è una condizione silenziosa, spesso diagnosticata solo dopo la prima frattura. Uno screening precoce — attraverso densitometria ossea, valutazione dei fattori di rischio e counseling su stile di vita — permette di intervenire prima che il danno osseo diventi irreversibile, riducendo il rischio di fratture, disabilità e mortalità. Non Mollare l’Osso lavora per rendere questo screening una prassi, non un’eccezione.