Il progetto di Fondazione Foresta contro la violenza di genere

Salviamo Otello per Salvare Desdemona

La violenza sulle donne in Italia: i numeri di un’emergenza che non si ferma.

Il femminicidio è la punta più tragica e visibile di un fenomeno molto più ampio: la violenza maschile sulle donne. Un fenomeno che, nonostante decenni di campagne di sensibilizzazione, continua a non arretrare in modo significativo.

Secondo i dati più recenti diffusi dall’ISTAT (indagine “La violenza contro le donne dentro e fuori la famiglia”, primi risultati 2025),

in Italia circa 6 milioni e 400mila donne tra i 16 e i 75 anni hanno subito nel corso della vita almeno una violenza fisica o sessuale,

pari al 31,9% della popolazione femminile: il 18,8% ha subito violenza fisica e il 23,4% violenza sessuale, con il 5,7% delle donne vittima di stupro o tentato stupro. Un dato sostanzialmente stabile rispetto alla precedente rilevazione del 2014, segno che il fenomeno resta radicato nella nostra società.

A preoccupare in modo particolare è la violenza domestica: il 12,6% delle donne che hanno o hanno avuto un partner ha subito da lui violenza fisica o sessuale, mentre le violenze psicologiche ed economiche riguardano rispettivamente il 17,9% e il 6,6% delle vittime. Sono soprattutto gli ex partner a risultare responsabili delle violenze più gravi.

Sul fronte dei femminicidi, il monitoraggio indipendente relativo al 2025 registra decine di casi in cui l’omicida era il marito, il partner o il convivente della vittima, spesso seguiti dal suicidio dell’autore del reato: un dato che da solo racconta quanto la gelosia patologica e il bisogno di controllo possano trasformarsi in tragedia.

Dietro questi numeri emergono fattori di rischio ricorrenti: conflitti irrisolti nella coppia, difficoltà familiari o giuridiche, disturbi della sfera mentale (in primis la depressione), abuso di alcol o sostanze, accesso ad armi da fuoco. Ma un elemento, più di tutti, attraversa trasversalmente questi casi: la gelosia patologica.

Perché un uomo arriva a compiere violenza su una donna?

Alla base della violenza di genere non c’è quasi mai un raptus improvviso, ma un disagio esistenziale profondo, legato a un’immagine dell’uomo come figura dominante che la società continua, in modi più o meno espliciti, a legittimare.

Le donne hanno conquistato negli ultimi decenni spazi importanti di indipendenza ed emancipazione: ricoprono ruoli di responsabilità, eccellono nel mondo accademico e professionale, occupano posizioni un tempo esclusivamente maschili. L’educazione maschile, però, non ha accompagnato questo cambiamento con la stessa velocità. I modelli comunicativi e culturali che circolano ancora oggi (nella pubblicità, nei media, nell’immaginario collettivo) continuano spesso a rappresentare la violenza come segno di potere e superiorità, alimentando una visione patriarcale che entra in cortocircuito con la realtà.

È qui che si innesta il cosiddetto complesso di Otello: una gelosia ossessiva e distruttiva che, come nella tragedia shakespeariana, può condurre l’uomo a colpire la donna che ama — e, non di rado, a rivolgere la violenza anche contro se stesso. Il frequente legame tra omicidio e suicidio nei casi di femminicidio non è un segno di forza, ma l’espressione più estrema di questo disagio irrisolto.

Manca ancora, nella società italiana, un’educazione strutturata alla decostruzione di questi modelli maschili tossici, e mancano spazi in cui un uomo possa riconoscere per tempo i segnali del proprio disagio prima che diventi violenza.

Il progetto Salviamo Otello per Salvare Desdemona:

Da queste premesse nasce Salviamo Otello per Salvare Desdemona, il progetto di prevenzione della violenza di genere promosso da Fondazione Foresta ETS. Un’iniziativa che parte da un presupposto chiaro: per proteggere le donne è necessario lavorare anche sull’educazione degli uomini, intervenendo prima che il disagio si trasformi in violenza.

Il progetto si sviluppa su tre linee di intervento integrate:

Educazione nelle scuole medie e superiori. I medici della Fondazione incontrano studenti e studentesse per parlare apertamente di violenza di genere, stereotipi maschili e affettività, con l’obiettivo di costruire fin dall’adolescenza una cultura del rispetto e della parità.

Dibattiti pubblici e cultura. Fondazione Foresta organizza momenti di confronto pubblico con esponenti della società civile e del mondo culturale, per portare il tema della violenza maschile sulle donne fuori dagli ambienti specialistici e dentro il dibattito collettivo.

Centro di ascolto per uomini. Presso la sede della Fondazione, in via Gattamelata 11 a Padova, un team di psicoterapeuti offre gratuitamente un supporto dedicato agli uomini che riconoscono in sé il rischio di agire violenza sulla propria partner. È uno spazio di prevenzione, non di giudizio: chi sente di aver bisogno di aiuto può contattare la Fondazione.

Un progetto di prevenzione, non di colpevolizzazione.

Salviamo Otello non punta il dito contro gli uomini, ma li coinvolge attivamente come parte della soluzione. L’obiettivo è offrire strumenti concreti (educativi, culturali e psicologici) per intercettare il disagio prima che diventi violenza, contribuendo così, insieme ai centri antiviolenza che sostengono le donne, a un cambiamento culturale più ampio nella lotta al femminicidio e alla violenza di genere in Italia.

Sostieni il progetto Salviamo Otello per Salvare Desdemona: condividere, parlarne, partecipare ai dibattiti pubblici o semplicemente far conoscere il centro di ascolto sono già un contributo concreto alla prevenzione della violenza sulle donne.